martedì 1 aprile 2014

Aumentano gli scomparsi in Italia forse risvegliati dal sistema satellitare monarch

Aumentano gli scomparsi in Italia, tremila solo nell'ultimo anno. 

Il commissario: fenomeno in aumento oppure risveglio dal controllo mentale MONARCH .






 I numeri delle persone finite nel nulla fanno impressione. Al 31 dicembre 2013, sono 29.205 le persone scomparse in Italia, di cui 10.049 italiani e 19.156 stranieri. I maggiorenni sono 15.919, 13.286 i minorenni. Al 31 dicembre 2012, le persone da cercare erano invece 26.081.

Quello delle persone scomparse «è un fenomeno in aumento», spiega all'Adnkronos il prefetto Vittorio Piscitelli, dal 7 gennaio scorso Commissario straordinario del governo per le persone scomparse. I dati, «ci sono 3.124 persone scomparse in più rispetto all'anno precedente». Solo negli ultimi due anni si sono registrati oltre 20.000 casi «di persone che hanno fatto perdere le proprie tracce». In buona parte sono state trovate - spiega il Commissario - ma all'appello mancano ancora 3.000 persone da ricercare rispetto al 2012». «Stiamo seguendo tutti gli ultimi casi, anche all'estero - assicura il prefetto - è un fenomeno che tende a crescere, anche in ragione della crisi economica, perché ci sono molte persone che perdono il lavoro o sono vittime di disagi sociali. Per fronteggiare la situazione stiamo cercando di aumentare l'organico a disposizione della struttura, rispetto alle attuali circa 20 persone che lavorano al commissariato per le persone scomparse».

«È mio intento - anticipa Piscitelli - proporre in questi giorni ai vertici del Viminale la possibilità di aumentare l'organico a disposizione, per poter dare maggiore attenzione al fenomeno».

domenica 30 marzo 2014

CLONATO IL PRIMO DINOSAURO

CLONATO IL PRIMO DINOSAURO 

SCIENZIATI BRITANNICI HANNO CLONATO UN DINOSAURO 






Gli scienziati della John Moore University di Liverpool hanno clonato con successo un dinosauro, un portavoce dell’università lo ha detto ieri. Il dinosauro, un bambino Apatosaurus soprannominato “Spot”, è attualmente in fase incubata al College dell’Università di Medicina Veterinaria. Gli scienziati hanno estratto il DNA da fossili Apatosaurus conservati, che erano in mostra al museo dell’università di scienze naturali. Una volta che il DNA è stato raccolto, gli scienziati hanno iniettato in un grembo di struzzo fertile. “Gli Struzzi condividono un sacco di tratti genetici con i dinosauri”, ha detto il dottor Gerrard Jones, un professore di biologia presso LJMU e scienziato leader del progetto. “La  microstruttura dei gusci sono quasi identiche a quelle dell’ Apatosaurus. Ecco perché la clonazione ha funzionato perfettamente “. Quelli nella comunità scientifica dicono che la clonazione dei dinosauri – il primo nel suo genere – è una pietra miliare per l’ingegneria genetica. “Ho pensato che una cosa del genere sarebbe potuta accadere solo nei film”, ha affermato Gemma Sheridan, un professore di chimica LJMU. «Ma lo stiamo facendo accadere proprio qui nel nostro laboratorio. E ‘stupefacente. ” La clonazione ha attirato l’attenzione di una vasta gamma di attivisti per i diritti degli animali e dei gruppi religiosi. Essi sostengono che la clonazione animale è immorale . PETA il presidente della Craig Farmer ha criticato gli scienziati per eseguire minacce potenzialmente pericolose per la vita di una nuova specie. “Questi scienziati hanno messo in vita un animale dal Giurassico – solo per guardarlo soffrire”, ha detto. Ma il dottor Sheridan non sembra essere disturbato dai cavilli degli attivisti. Lui dice che le opportunità offerte dalla clonazione dei dinosauri sono infinite. Entro dieci anni, potremmo ripopolare il mondo con i dinosauri, “ha detto. Al momento della stampa, il dinosauro è in condizioni stabili. Gli scienziati hanno in programma di eseguire più test su di lui oggi.

venerdì 28 marzo 2014

HAARP - la nuova super tecnologia satellitare per il cambiamento del clima

La scienza medica odierna ignora, anzi rifiuta categoricamente, anche solo l’eventuale possibilità di una regolazione del metabolismo cellulare e dei vari sistemi organici tramite l’uso di impulsi elettromagnetici. Per sottolineare Per capire quanto sia fallace questa inutile confutazione, basta osservare quanto sia rapida la propagazione di radiazioni elettromagnetiche (EM)  ultimamente generate da dispositivi elettronici diventati essenziali (sarà un caso?) come ricevitori wifi, smartphone o qualsiasi oggetto in grado di creare un campo magnetico. O andando a livello più organico basta osservare le risposte neuro-ormonali mediate dall’ipofisi e dall’ipotalamo a seguito di uno stimolo di paura.
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Ma ora, dopo questa breve introduzione necessaria parliamo dell’argomento principale:HAARP.
Nel corso dei secoli, i mutamenti climatici hanno rappresentato uno dei più potenti catalizzatori dei pensieri dell’uomo, influenzandone le credenze e le azioni, gli umori e le decisioni, sempre in un modo apparentemente casuale, ma in realtà guidati dalla ferrea logica della natura (infatti basta pensare al meteopatismo, ai cambi di umore a seconda di pioggia, sole ecc)
Attualmente la “comunità scientifica” sembra interessarsi esclusivamente alle problematiche inerenti l’Agw (Anthropogenic Global Warming) e le emissioni nell’ambiente di CO2, ignorando la possibilità che i mutamenti climatici derivino da apposite azioni messe in atto per fini militari.
Infatti è noto che dal 1992, è in vigore (anche se è stato “ufficialmente” chiuso per il clamore e i dubbi scatenati da vari gruppi di persona per la sua vera natura, che in segreto continui a esser attivo) un progetto del Dipartimento della Difesa Statunitense (DoD), coordinato dalla Marina e dall’Aviazione, denominato H.A.A.R.P. (High-Frequency Active Auroral Research Program). Tale progetto costituirebbe il centro nevralgico del più vasto e ben più noto programma di guerra ambientale e di geoingegneria avanzata avviato sotto l’Amministrazione Reagan e portato avanti dall’Amministrazione Bush
Non è un segreto che da anni vengano usati i “riscaldatori a particelle flessibili della ionosfera” ma HAARP, date le dimensioni e le presunte potenzialità, ha destato da subito molto interesse anche nei confronti di osservatori esterni alla comunità scientifica.

La storia di HAARP

Nel libro “Angels don’t play this Haarp”, viene riportato che HAARP nacque da una serie di brevetti emessi da Bernard Eastlund, scienziato di “APTI, ARCO Società internazionale (Inc.)”, che si occupava di Tecnologie destinate all’Energia.Tale struttura ha sede a Gakona, in Alaska, ed è costituita fondamentalmente da 180 piloni di alluminio alti 22 metri. Su ogni pilone sono state installate doppie antenne a dipoli incrociati, una coppia per la banda bassa, l’altra per la banda alta, in grado di trasmettere onde ad alta frequenza fino ad una distanza di 350 km grazie alla loro potenza.Negli anni Ottanta, Bernard J. Eastlund, fisico texano del MIT di Boston, ispirandosi alle scoperte di Nikola Tesla, registrò negli Stati Uniti il brevetto n° 4.686.605 denominato “Metodo ed attrezzatura per modificare una regione dell’atmosfera, magnetosfera e ionosfera terrestre”, a cui ne fece seguire altri undici. In uno di questi era descritta la proprietà riflessiva della ionosfera per utilizzi come “sistemi di raggi energetici”, “esplosioni nucleari graduali senza radiazioni”, “sistemi di rilevamento e distruzione di missili nucleari” e “sistemi radar spaziali”.
Alcune sue invenzioni furono acquisite dall’”Atlantic Richfield Company” (ARCO), una delle compagnie petrolifere più grandi del mondo, consociata con la “Advanced Power Technologies Incorporated” (APTI), proprietaria di ampie riserve di gas naturale in Alaska, le quali potevano, in questo modo, essere riconvertite in energia elettrica redistribuibile tramite la ionosfera ai propri clienti in tutto il mondo. Inoltre, queste invenzioni, rendevano possibile manipolare il clima, quindi creare pioggia quando necessario per favorire l’agricoltura o neutralizzare fenomeni distruttivi quali tornado ed uragani.
Gli autori di”Angels don’t play this Haarp”, affermano che il coinvolgimento di ARCO fu limitato alla fase iniziale, quella che riguardava il cercare un utilizzo per 20 trilioni di metri cubi di riserve di gas naturali collocate sulle pendici Nord dell’Alaska. Trasportare tale gas fino agli Stati Uniti era finanziariamente improponibile, perché, quindi, non utilizzare tale quantità di risorse per sviluppare un altro tipo di progetto? E da qui iniziarono le basi per le successive invenzioni ed i successivi brevetti acquisiti da Eastlund. Le prime ricerche di Eastlund furono sponsorizzate dalla DARPA sotto protezione e sotto il nome di “Scudo Elettrico Anti-Missile delle pendici del Nord Alaska”, zona strategica al confine con la Russia.
A questo punto entrò in scena il governo, e la storia si fece più complicata. Tutti i brevetti di Eastlund vennero dapprima sigillati sotto un ordine di massima segretezza, per poi passare alla “E-Systems”, una delle maggiori fornitrici di tecnologie avanzate ai servizi segreti di molte potenze mondiali, assorbita poi dalla “Raytheon”, una delle quattro maggiori fornitrici della difesa Usa, produttrice dei missili Tomahawk, Stinger e Bunker Buster.
Le connessioni con il potere sono riassumibili nella figura di Richard Armitage, Vicesegretario di Stato e Viceministro degli Esteri nell’Amministrazione Bush. Armitage, già consulente, membro del consiglio d’amministrazione, firmatario e convinto sostenitore del “Project for the New American Century” (PNAC), risulta anche implicato in molte operazioni segrete della CIA dal Vietnam ad oggi.

Come funziona HAARP?

Secondo le scoperte di Eastlund, servirebbe a colpire verso uno specifico punto della ionosfera con un fascio di protoni causando un riscaldamento fino al punto di innalzare la temperatura fisicamente, in modo da creare un rigonfiamento altamente riflettente, definito da lui “effetto lente”, in grado di convogliare i raggi sulla terra con effetti devastanti; la potenza di tali onde sarebbe tale da provocare modificazioni molecolari dell’atmosfera, causando, a seconda delle diverse frequenze, cambiamenti climatici, la possibile disgregazione di processi mentali umani e forse anche, appunto, effetti sui movimenti tettonici di magnitudine imprecisata.

Secondo alcuni scienziati, gli effetti dell’uso sconsiderato di questi livelli di energia nella ionosfera, il nostro schermo naturale, potrebbero essere devastanti. Iniettando un’ingente quantità di particelle nella ionosfera, è possibile alterare in maniera irrimediabile l’equilibrio protettivo della Terra, causando una caotica instabilità che potrebbe dare inizio ad una catena di effetti collaterali come ad esempio la distruzione totale dello strato di ozono.

Lo scopo “ufficiale”

Scopo ufficiale di queste installazioni è studiare la ionosfera per migliorare le telecomunicazioni. Come si sa, questo strato è composto da materia rarefatta allo stato di plasma, cioè di particelle cariche, gli ioni, e ha la proprietà di riflettere verso terra le onde hertziane, in particolare nelle ore notturne. E’ per questo, ad esempio, che di notte ci è possibile ascoltare alla radio le stazioni AM di molti Paesi stranieri, dato che la riflessione ionosferica permette ai segnali di scavalcare la curvatura terrestre. Secondo lo stesso principio è plausibile che le irradiazioni delle antenne HAARP possano rimbalzare fino a colpire gli strati bassi dell’atmosfera sopra un Paese distante migliaia di chilometri, interferendo, quindi, con i fenomeni meteorologici. Certamente si tratta di mere ipotesi, comunque un uso militare dell’HAARP è ammesso dalla Federazione Scienziati Americani; un uso, tuttavia, non distruttivo, ma solo di ricognizione. Modulando i segnali in frequenze bassissime, cioè onde ELF o VLF, si potrebbe “vedere ciò che succede nel sottosuolo, individuando bunker, silos di missili e altre installazioni sotterranee di Stati avversi.”. Al di là di ciò, la “guerra ecologica” appare terribilmente possibile da oltre vent’anni [8]. E se, alla luce di tutto ciò, cominciassimo a prendere in considerazione l’ipotesi che teorie molto accreditate tra la comunità scientifica come il “Global Warming” e l’”Effetto Serra” non fossero altro che enormi bugie propinateci per far ottenere ingenti sussidi economici alle associazioni che studiano tali fenomeni? E se, invece, la verità fosse ancora più inquietante? Se lo scopo di tali falsità fosse quello di nasconderci inquietanti tecnologie utilizzate contro di noi?
Nel 2006, molti “Teorici del Complotto” sparsi in tutte le zone del Pianeta, vanno in subbuglio per la pubblicazione del rapporto sul riscaldamento climatico di Sir Nicholas Stern, già capo economista alla Banca Mondiale. Il rapporto Stern prevede le solite catastrofi da effetto serra: i ghiacci polari che si sciolgono, New York e Londra che finiscono sott’acqua per il sollevamento dei mari, desertificazioni che provocano crollo dei raccolti, migrazioni di centinaia di milioni di affamati, guerre per accaparrarsi acqua e cibo sempre più scarsi.
Le sole cose nuove nel rapporto sono due: l’urgenza (“l’apocalisse comincerà”, dice, “entro un decennio”) e il calcolo dell’impatto dei cataclismi sull’economia mondiale; se non si agisce subito, spendendo l’1% del prodotto lordo globale, per ridurre le emissioni industriali, i cataclismi ci costeranno il 20% del Pil del mondo, insomma una crisi economica da far impallidire quella del 1929.
Ma noi gente arguta, su Internet, si chiede: perché questo rapporto esce proprio adesso? E perché viene amplificato con strepitosa grancassa dai media? E perché a proporre il programma di riduzione dei gas nell’intero pianeta, che richiederebbe un grandioso sforzo coordinato di tutti i Paesi, è Tony Blair, un politico al lumicino e in calo di popolarità? Forse il Primo Ministro inglese ha trovato un modo di distrarre l’opinione pubblica dai disastri bellici in Iraq e Afghanistan, sviando il dibattito politico verso un altro allarme? E se si trattasse, invece, di un piano per far arretrare i livelli di vita dell’intera umanità, programmato a tavolino dai “poteri forti” finanziari mondiali? E se, ancora peggio, l’allarmistico rapporto servisse ad addebitare il riscaldamento del pianeta alle emissioni delle industrie, per nascondere la vera causa, gli esperimenti militari di modificazione del clima [9]?

mercoledì 29 gennaio 2014

Tesla, sognando l’elettrica che non si ferma mai: la ricarica rapida arriva in Europa

Quattordici stazioni aperte per rifornire, gratis, la berlina di lusso Model S. Per portare al 50% la batteria bastano 20 minuti e si fanno quasi 500 km con un “pieno”: secondo l’azienda californiana, eliminare il problema dell’autonomia è la chiave del successo

Tesla, sognando l’elettrica che non si ferma mai: la ricarica rapida arriva in Europa
Da Ginevra a Bruxelles, passando per Austria, Germania e Olanda, senza emettere un solo grammo di anidride carbonica allo scarico. Il sogno di mobilità elettrica di Elon Musk, fondatore e amministratore delegato della Tesla, si sta trasformando in realtà anche in Europa, dopo le prime 70 stazioni “Supercharger” installate negli Stati Uniti. La Tesla, infatti, ha comunicato di aver aperto 14 stazioni di ricarica rapida anche in Europa, di cui quattro in Germania, una in Svizzera, due in Olanda e sei in Norvegia. Grazie a queste “super colonnine” da 120 kW di potenza, che ricaricano le batterie della Tesla Model S in soli 75 minuti, l’azienda californiana vuole dimostrare che le elettriche non sono necessariamente auto da città, come fanno intendere la maggior parte dei produttori. All’elegante berlina da cinque metri di lunghezza, famosa per le sue silenziosissime accelerate mozzafiato, le strade urbane vanno certamente strette. Con prezzi a partire da 69mila euro, la Model S può essere scelta con due tipi di batteria, da 60 kWh e 85 kWh (in abbinamento a motori da 306 a 421 CV), che dovrebbero garantire un’autonomia, rispettivamente, di 370 e 480 km.
Le stazioni di ricarica rapida distribuite lungo le tratte autostradali sono essenziali per il futuro della Tesla: se si ha fretta, in 20 minuti si può ricaricare la batteria al 50%, ma lasciandola sotto tensione per 40 minuti si arriva all’80%. E gratis: la corrente, semplicemente, non si paga. Per ora, però, le aree Supercharger sono appannaggio esclusivo dei clienti della Model S, perché l’altra vettura della Casa, la Roadster, non è equipaggiata per sopportare una tale potenza. Le stazioni, che hanno da quattro a dieci colonnine l’una, sono posizionate vicino a centri commerciali o ristoranti, così da rendere meno pesante l’attesa. Alcune sono dotate di pannelli solari forniti dalla Solar City, di cui lo stesso Musk è presidente; dato lo scarso utilizzo ipotizzato nella fase iniziale, produrranno più corrente di quanta effettivamente dovranno trasferire nelle batterie delle auto. L’installazione e la gestione è completamente a carico della Tesla: stando ai media americani, una stazione con sei postazioni costa circa 185 mila euro, per una spesa complessiva fra i 20 e i 30 milioni di dollari per le 100 previste in America. Un esborso considerevole per l’azienda, se si pensa che il marchio fa ancora numeri piccoli, (circa 22 mila le vetture vendute nel 2013), ma una scelta che, alla lunga, dovrebbe fare la differenza sul punto più dolente della categoria: il limitato numero di chilometri percorribili con una sola ricarica. Per il futuro, l’azienda ha progettato anche un secondo tipo di rifornimento, che prevede la sostituzione del pacco batterie esausto con un altro pronto all’uso (si chiama “battery swap”, sul modello del sistema Better Place di Shai Agassi): l’operazione avviene in automatico, con l’accumulatore che viene prelevato da sotto la macchina, senza che l’autista debba scendere, nel giro di soli 90 secondi. La sostituzione costerà circa 60 dollari e sarà disponibile nelle stazioni Supercharger delle aree più frequentate, presumibilmente a partire dalla California.
  Il piano di Elon Musk sembra davvero travolgente, ma è ancora ai primi passi. Secondo l’azienda,entro marzo metà dei tedeschi vivrà a meno di 320 km da una stazione Supercharger, ma chi decidesse di viaggiare per l’Europa con la Model S dovrebbe comunque pianificare accuratamente tragitti e tappe per non rimanere “a secco”. La sfida, però, è stata lanciata. Ed è sorprendente come una piccola azienda californiana guidata da un indomito 42enne, da molti considerato un visionario, stia mettendo in piedi un sistema di mobilità che nessuno dei colossi dell’auto e nessun governo s’era ancora sognato di realizzare.

lunedì 27 gennaio 2014

Niscemi. Gli americani montano le antenne. No Muos incatenati

Niscemi. Gli americani montano le antenne. No Muos incatenati


Niscemi. Gli americani montano le antenne. No Muos incatenati
Anche oggi sono proseguiti i lavori al cantiere MUOS dove i tecnici americani hanno completato la prima parabola e stanno lavorando per issare le altre due.
Gli attivisti No Muos sempre guardati a vista dalle forze di polizia come fossero loro nel torto, presidiano la zona notte e  giorno. Alcuni di loro si sono incatenati alla recinzione del cantiere militare.

giovedì 9 gennaio 2014

Ex agente dei servizi segreti rivela: sorveglianza segreta e tortura con radiazioni da parte dei Servizi Segreti

Ex agente dei servizi segreti rivela: sorveglianza segreta e tortura con radiazioni da parte dei Servizi Segreti

13OTT
top secret  Intervista concessa da un ex agente dei servizi segreti: sorveglianza segreta e tortura con radiazioni da parte dei Servizi Segreti.
La storia che ci racconta Carl Clark ci lascia parzialmente senza fiato.
Questo signore inglese descrive come ha sorvegliato e molestato gente per conto di vari servizi segreti, e come, dopo essere sfuggito, è diventato egli stesso vittima. Ha anche partecipato all’utilizzo delle armi a microonde su gli altri, ora tocca a lui sperimentare la cosa.
È necessario che queste macchinazioni criminali vengano portati alla coscienza pubblica, in modo che possiamo fermarle. Egli descrive qui ciò che lo ha portato ad emergere dall’ombra.

Intervista a Carl Clark, Norfolk, Inghilterra
Armin Gross: vorrei che facesse luce su questo lato oscuro. Per chi ha lavorato?
Carl Clark: Lavoravo come freelance dal 1980 al 2003 per vari servizi segreti. Fino al 1997, lavoravo attivamente per la CIA. Poi ho lavorato per i servizi segreti israeliani, il Mossad e l’Anti-Defamation League (ADL), un’organizzazione con sede negli USA contro la discriminazione e la diffamazione degli Ebrei. Sono stato anche nel MI5, un gruppo secondario dei servizi segreti britannici. Più tardi, sono entrato nei servizi segreti della polizia e in quelli di un laboratorio di ricerca. La mia zona di operazioni era l’Europa: Parigi, Zurigo, Berlino, Dusseldorf, Monaco, Madrid, Bilbao, Lione e Mosca.
Servizio completo di informazioni.
Armin Gross: Quali sono state le attività principali?
Carl Clark: Uno dei compiti principali era infiltrare dei gruppi per ottenere informazioni su di essi. Sono entrato in alcuni gruppi, ho fatto amicizia tra i membri dei gruppi e ho contribuito alla rovina della loro vita.
Armin Gross: che gruppi erano?
Carl Clark: in sostanza, sono gruppi criminali o cartelli della droga. Per i servizi segreti israeliani fornivo informazioni sul “National Front”, un partito di destra radicale, sui nazisti o gli skinheads. Ciò che interessava loro erano i nomi, gli indirizzi, i luoghi di incontro, i piani e gli obiettivi. Per la Cia mi occupavo della sorveglianza di alcune persone.
Armin Gross: Che cosa vi ha fatto esattamente?
Carl Clark: Sorvegliavo della gente per molto tempo, ho ascoltato di nascosto le loro conversazioni. Ho anche ricevuto ordine di destabilizzarli. Così sono entrato di nascosto nellespiare tramite terminaliloro case, ho rubato delle cose, ho cambiato il posto di un oggetto qua e là. Ho cancellato dati sui loro computer. Oppure, ho seminato confusione e panico nelle persone che stavo pedinando. Mi sono introdotto diverse volte nei loro quartieri. Andavo alle fermate degli autobus che prendevano e alle stazioni della loro zona, ecc. Abbiamo messo in scena una rissa in strada, proprio di fronte a questi individui e di fronte ad altri. Nel caso si pensasse di metterli sotto maggior pressione finanche al caso di doverli arrestare, ho anche raccolto alcune informazioni dal loro computer. Per esempio, informazioni di carattere pornografico o pedofilo e anche informazioni sullo sviluppo del sistema di produzione di una bomba, ecc.
Armin Gross: Quali sono gli individui a lei assegnati?
Carl Clark: importanti politici, i membri dell’opposizione, gli individui che si sono confrontati con delle grandi imprese, come le aziende farmaceutiche. Alcuni appartenevano a bande di criminali. Ma c’erano anche due persone per le quali non sapevo perché erano state inserite in tale elenco.
Armin Gross: Quante persone ha molestato o pedinato in tutto?
Carl Clark: Negli anni ’80 circa cinque o sei, negli anni 90, sette e dal 2000 al 2003, tre. Si può vedere da questo piccolo numero, che si tratta d’intensa sorveglianza di una persona, per solo sei mesi per ottenere forse la maggior parte delle informazioni per un dossier.
Armin Gross: Come Lei è riuscito ad ottenere queste informazioni?
Carl Clark: Nella spazzatura, il telefono, nella posta, e su Internet. Con lo sviluppo della meccanizzazione, è diventato sempre più facile. Oggi non c’è più bisogno di impiantispiare telefonid’intercettazioni telefoniche. Si può origliare telefonini, telefoni con rete numerica integrata (RNI) o le piccole antenne paraboliche. Purtroppo, l’uso di armi a microonde è diventato abbastanza comune. Con le sorveglianze e le molestie senza tregua si può distruggere totalmente una vita.
Armi a microonde.
Armin Gross: Ha anche utilizzato queste armi?
Carl Clark: No, io ero responsabile del controllo! Sono stati i dipendenti dei reparti speciali. Ma io a volte mi trovavo sul “terreno”.
Armin Gross: Può descrivere in dettaglio l’uso di queste armi?
Carl Clark: È un po’ come un film di fantascienza. La gente può essere rintracciata ovunque, grazie al radar, al satellite, attraverso una stazione di base e programmi per computers complementari. Ad esempio, spesso tre dispositivi radar sono messi vicino alla persona. Il radar emette onde elettromagnetiche, quindi valuta i risultati. Così i miei amici che hanno lavorato in reparti speciali potevano inseguire l’individuo tutto il giorno tramite il proprio computer. Questo ha favorito l’uso delle armi. I colleghi potevano vedere esattamente dove dovevano mirare e come la persona reagiva.
Armin Gross: Quali sono gli effetti di queste armi sulle persone?
Carl Clark: Si può generare calore o bruciature interne, provoca dolore, nausea e paura. Tuttavia, spesso le tracce rimangono invisibili sulla pelle. Se queste persone vanno dal medico, questo gli dice che non hanno assolutamente nulla.
Armin Gross: Qual è l’obiettivo di questo “bombardamento”?
Carl Clark: Vogliono intimidire la gente. Nel mio caso, ho subito le radiazioni per tre anni, quando decisi di smettere con tutto. Sono certo che negli anni 2003/2004, le armi a microonde sono state usate contro di me, e mi hanno reso terribilmente aggressivo. Ho quasi ucciso qualcuno: la mia ex vicina, una simpatica vecchietta.
I tentativi di spingere la gente verso la demenza.
Armin Gross: Pensa che ora è possibile influenzare direttamente i sentimenti con radiazioni elettromagnetiche?
 manipolazione mentale  Carl Clark: Senza dubbio. Sappiamo che il corpo è estremamente sensibile alle radiazioni elettromagnetiche. I processi elementari delle cellule viventi operano con oscillazioni elettromagnetiche biogene. La frequenza può cambiare o interrompere questi processi dall’esterno. Ci sono stati nel contesto di ricerca militare tentavi di influenzare il corpo e lo spirito con frequenze. È possibile in questo modo generare sentimenti di paura, aggressività, nervosismo o perdita di memoria. Se altri tipi di interventi sono loro aggiunti, è del tutto possibile condurre qualcuno alla demenza. Ad esempio, la frequenza radio è manipolata, in modo che la persona presa di mira sente il suo nome alla radio o in modo che il computer indica instancabilmente il suo nome sullo schermo. Delle voci sono anche inviate loro per fare commenti sulle proprie attività. Ho sentito, per esempio, al mattino, al risveglio, una voce che diceva: “Alzati e fa male a qualcuno!”
Armin Gross: le persone sono direttamente spinte in situazioni psichiatriche estreme?
Carl Clark: Sì, vogliono mandare la gente direttamente in un ospedale psichiatrico. Se una persona in cerca di aiuto vuole andare alla polizia o dal medico, non la prendono sul serio.Alcuni medici ed alcuni ospedali collaborano con i servizi segreti. Le direttive diagnostiche permettono di classificare qualcuno come schizofrenico se si sente perseguito e sente voci.
Armin Gross: collaborano gli ospedali con i servizi segreti?
Carl Clark: Sì, in tutti i casi. Le grandi aziende collaborano anche loro. Ecco perché si corre un gran rischio se si svolgono indagini su le grandi aziende. Lo stato statunitense protegge le grandi aziende come McDonalds, Coca Cola, e alcune aziende farmaceutiche. Il governo americano si rivolge anche agli agenti dell’FBI, in casi di spionaggio industriale. Anche i massoni sono molto all’interno della CIA per svolgere un ruolo importante.
Armin Gross: Perché ha smesso?
Carl Clark: Avevo capito che ciò che facevo era sbagliato. Le ultime due persone a cui sono stato assegnato, non avevano fatto nulla. Non fanno politica, erano del tutto normali, non erano criminali né economicamente pericolosi. La sola ipotesi che mi sono permesso di fare su di essi era sopra il loro DNA o il loro sangue. Recentemente, molte indagini sono condotte in materia. Il DNA è associato con le ultime caratteristiche del nostro carattere. Il progetto sul genoma umano ha analizzato dal 1993 al 2004 tutte le coppie di basi del genoma umano, ha anche raccolto dati genetici di persone a rischio (Progetto sulla Diversità del Genoma Umano) ed ha confrontato i risultati. I nostri datori di lavoro hanno voluto la prova del DNA delle persone che abbiamo sorvegliato. Abbiamo sempre avuto nella nostra sede principale,
Armin Gross: Ha detto che ha avuto problemi quando ha deciso di smettere nel 2003?
Carl Clark: Quando una volta di notte ho fatto 3.000 miglia con un camion per consegnare dei pacchi, un elicottero mi inseguì per tutto il tempo. Un giorno, mentre ero in macchina lungo un viale, un uomo mi ha aggredito e mi ha dato un colpo vigoroso in faccia. Una volta qualcuno ha rimosso tre pezzi del mio motore in autostrada, il motore improvvisamente si è rotto. Un’altra volta quando stavo guidando un camion con un carico di tre tonnellate, due pneumatici esplosero improvvisamente nello stesso istante. La polizia è intervenuta e ha detto che non aveva mai visto una cosa simile. Una volta sono stato inseguito per mesi e mesi mentre guidavo la mia auto. Questo mi ha reso così arrabbiato che ho improvvisamente fermato la macchina, ho preso la mia mazza da baseball e sono uscito. Le tre auto dietro di me si fermarono e scomparirono a tutta velocità in retromarcia. Se fossero state delle persone normali, avrebbero denunciato tutto alla polizia, invece non lo fecero. Mi hanno mandato successivamente tre simpatiche persone che dovevano spiarmi. Poiché mi ero reso conto che ero inseguito, mi azzardai una volta a dichiarare in una conversazione che avrei ucciso quelle persone che si intromettevano nella mia vita. Improvvisamente, non si sono più fatte vive.
Armin Gross: E adesso come stanno le cose? Pensa che lei è sempre sotto sorveglianza?
Carl Clark: Sì, naturalmente. Ho anche saputo che i servizi segreti vogliono sapere perché sono scappato ora in Germania.
Armin Gross: Lei non vive pericolosamente in questo momento?
Carl Clark: Io sono pronto a condurre una lotta contro di loro. Sanno anche che io so molto su di loro e cerco di fare qualcosa contro i loro misfatti. Ho amici in squadre speciali. Delle persone in Afghanistan ed in Iraq mi sostengono.
Rete di monitoraggio gigante.
Armin Gross: Sa in quali paesi i servizi segreti usano le armi ad energia diretta sugli esseri umani?
Carl Clark: Negli Stati Uniti, in Germania, Cina, Corea del Nord, Russia, Francia e Inghilterra. Tutto questo avviene normalmente senza che i governi siano informati ufficialmente. Ma ufficiosamente, penso che ci dovrebbe sempre essere nel governo delle personalità coinvolte o ne sono a conoscenza, in un modo o nell’altro.
Armin Gross: Sa quante persone sono sotto sorveglianza?
Carl Clark: In Inghilterra ci sono circa 5.000 persone sotto sorveglianza e circa 15.000 “spie”. Oltre ai principali servizi segreti ci sono ancora 300-400 piccole imprese dei servizi segreti che sono state fondate da ex poliziotti o ex dipendenti dei servizi segreti. Hanno ricevuto l’approvazione del Ministero dell’Interno per monitorare, scattare fotografie, fornire informazioni. Pagano molto bene i loro dipendenti.
nei primi giorni di sorveglianza, le analisi del DNA o del sangue di queste persone.
Armin Gross: fu un problema per Lei cambiare Servizi Segreti?
Carl Clark: Nessuno, per i nuovi presidi fu sempre positivo perché in questo modo loro potevano ricevere informazioni da me su altri Servizi Segreti. Poiché i grandi Servizi Segreti non si fidano reciprocamente, io così ci guadagnavo di più.
Consigli per le vittime di monitoraggio/sorveglianza.
Armin Gross: ha Lei alcuni consigli per la gente che si sente sorvegliata?
Carl Clark: è migliore evitare certi concetti come “mind control”, “servizi segreti” eccetera, nella posta elettronica, poiché la supervisione digitale avviene secondo certe parole di ricerca. Avrebbe senso cercare di scoprire se qualcuno si è introdotto nel tuo appartamento. Prima che le “spie” penetrano nel tuo appartamento, spesso usano gas anestetici che mandano nell’appartamento attraverso la fessura della posta. In seguito, ti svegli con un sapore metallico in bocca. Se gli autisti si comportano in modo strano mentre guidano, si consiglia di prendere nota del numero della targa. Possono essere avvolti in pellicola le lettere per non essere viste. Possiamo controllare le radiazioni ad alta frequenza in un appartamento con strumenti di misura speciale.
Armin Gross: Conosce Lei altri whistleblowers o “denuncianti civici” che hanno storie simili?
Carl Clark: Finora, no. Ma spero che altre vittime sempre più numerose si faranno conoscere.
VEDI ANCHE LE DICHIARAZIONI DI BARRIE TROWER, EX AGENTE DEI SERVIZI INGLESI BRITANNICI
Le dichiarazioni di un ‘ex agente dell’MI5 (servizi segreti britannici) Barrie Trower: ha rivelato i segreti circa l’enorme pericolo di Inquinamento elettromagnetico, onde scalari e le radiazioni a microonde. HA PARLATO INOLTRE DEGLI USI “IMPROPRI” DELLE MICROONDE, armi che possono influenzare i corpi delle persone, compreso il cervello. Possono provocare dolore in tutto il corpo e malattie, anche attacchi di cuore e ogni forma di cancro.

sabato 4 gennaio 2014

Armamenti, nel 2014 niente spending review per la Difesa: spese per 50 miliardi e numerosi satelliti spia innovativi .


Armamenti, nel 2014 niente spending review per la Difesa: spese per 50 miliardi

Cacciabombardieri, navi da guerra, blindati ed elicotteri da combattimento, cannoni, siluri, bombe, droni e satelliti spia. E' la lista della spesa che l'apparato militare italiano ha in serbo nonostante l'opposizione parlamentare e le polemiche sugli F-35. Un "investimento" che non ha a che fare con la sicurezza nazionale, ma è il costo occulto delle missioni internazionali, prima fra tutte l'Afghanistan. E dal ministro Mauro arriva soltanto un "no comment"




Il super computer della NSA

1. SNOWDEN COLPISCE ANCORA! “WASHINGTON POST”: LA NSA HA PER LE MANI UN COMPUTER QUANTISTICO IN GRADO DI DECRIPTARE QUALSIASI CODICE E SEGRETO DI STATO - 2. IL COMPUTER, IN GRADO DI INFRANGERE I SISTEMI DI PROTEZIONE DEI SEGRETI BANCARI, MEDICI, GOVERNATIVI E FINANZIARI, COSTA 79 MILIONI DI DOLLARI E VIENE MESSO A PUNTO NELLE COSIDDETTE ‘’GABBIE DI FARADAY’’, UTILIZZATE PER PROTEGGERE AMBIENTI E APPARATI DA CAMPI ESTERNI E DA INTERFERENZE ELETTROMAGNETICHE - 3. LA NOTIZIA DELLA SUA REALIZZAZIONE FA DUBITARE LE GRANDI AZIENDE INFORMATICHE COME IBM CHE PERSEGUONO DA MOLTO TEMPO L’OBIETTIVO DI UN SIMILE COMPUTER CON CAPACITA EVOLUTISSIME .

satellitispia.blogspot.it ARTICOLO COMPLETO SU SATELLITISPIA BLOG

giovedì 2 gennaio 2014

ORA È UFFICIALE: I MARÒ VENDUTI ALL’INDIA PER 12 ELICOTTERI oppure un complotto segreto

ORA È UFFICIALE: I MARÒ VENDUTI ALL’INDIA PER 12 ELICOTTERI oppure un complotto segreto 

Il ministero della Difesa indiano ha infatti annunciato di aver accettato la richiesta di AgustaWestland, controllata di Finmeccanica, per un arbitrato riguardante la cancellazione della fornitura di 12 elicotteri. Lo rende noto un comunicato ufficiale pubblicato a New Delhi. L’arbitrato internazionale può riaprire l’intero dossier. “Il governo dell’India – si legge nel testo integrale del comunicato – ha cancellato con effetto immediato l’accordo firmato con AgustaWestland International (Awil) l’8 febbraio 2010 per la fornitura di 12 elicotteri VVIP/VIP con la motivazione della trasgressione del Patto precontrattuale di integrità (Pcip) e dell’Accordo stesso con Awil”. “Suffragato dall’opinione ricevuta in precedenza dalla Procura generale dell’India – prosegue il testo – il governo ha espresso l’opinione che le questioni legate all’integrità delle parti non siano soggette ad arbitrato”. “Comunque – si dice infine – Awil ha a suo tempo spinto per un arbitrato e designato un arbitro per la sua parte. Il ministero della Difesa ha nuovamente consultato il Procuratore generale. Nella prospettiva di salvaguardare gli interessi del governo, il ministero della Difesa ha nominato l’ex giudice della Corte Suprema B.P. Jeevan Reddy come arbitro per la sua parte”. AgustaWestland aveva in effetti annunciato il 20 novembre scorso di aver nominato come suo arbitro l’ex giudice della Corte Suprema ed ex presidente dell’Alta Corte del Kerala, B.N. Srikrishna. “Si tratta – aveva precisato in un comunicato – di un giurista molto conosciuto di esperienza e reputazione impeccabili”.
Ricorderete che l’affare saltò perché i politici indiani si fecero corrompere per acquistare i migliori elicotteri di quel tipo in circolazione. Il tutto venne fuori grazie alla nostra improvvida magistratura, che invece di occuparsi di indagare sulla corruzione interna, si occupa di indagare sulle nostre imprese che, per garantirsi mercati, corrompono all’estero. Cosa semmai degna di applausi. E comunque non inerente l’Italia, perché non crea danno all’Italia, semmai un problema dei magistrati indiani.
Ovviamente, dopo che la faccenda venne fuori, il governo indiano non poté far altro che far saltare l’affare. Che ora si riapre. Sappiamo perché.
Alcuni media lanciano la notizia della ‘cancellazione’ della commessa. In realtà, la cancellazione era cosa ovvia e nota da tempo, alla quale mancava solo una ‘ufficialità da carta bollata’, la novità ‘vera’ è l’arbitrato che riapre la partita. Cosa è stato dato in cambio dell’arbitrato, che siamo certi porterà l’affare a conclusione? Facile.

mercoledì 27 novembre 2013

COME FUNZIONA LA RISONANZA MAGNETICA ? ( per vedere il micro chip )

COME FUNZIONA LA RISONANZA MAGNETICA?




ACQUA, PROTONI, CAMPI MAGNETICI.
L’acqua costituisce circa il 70% del corpo umano.
Una molecola d’acqua (H2O) è molto semplice, e composta da due atomi di idrogeno ed uno di ossigeno.
L’atomo di idrogeno è l’elemento più semplice in natura, ha un solo protone (carica positiva) nel nucleo ed un elettrone (carica negativa) che orbita intorno al nucleo.
Il comportamento dell’atomo di idrogeno è alla base del funzionamento della risonanza magnetica.
Il protone dell’atomo di idrogeno ruota sia su se stesso (attorno al proprio asse) sia attorno ad un altro asse, e questo movimento è detto precessione (è un movimento che ricorda quello di una trottola).
In condizioni normali la direzione degli assi di precessione dei nuclei di idrogeno nel nostro corpo è aleatoria (casuale), quindi non si registra una emissione ordinata di energia.
In un campo magnetico invece tutti gli assi di precessione dei protoni si allineano assorbendo energia, quando si smette di immettere energia i protoni si “rilassano” emettendo energia, proprio questa energia captata ed interpretata dal computer permette di creare l’immagine.
COME FUNZIONA QUINDI LA RISONANZA MAGNETICA?
La risonanza magnetica (Rm, o risonanza magnetica nucleare, Rmn) analizza il comportamento delle molecole di acqua quando sono sottoposte a particolari campi magnetici.
Precisamente è il campo magnetico dei protoni che viene monitorato. Normalmente questi campi magnetici sono orientati in modo casuale (le “trottole”  di cui abbiamo parlato girano inclinate in ogni direzione).
La macchina della risonanza magnetica è dotata di un grosso magnete che produce un campo magnetico migliaia di volte più intenso di quello della Terra. Il paziente viene immesso disteso all’interno dell’apparecchio e, entrando nel suo campo, tutti i campi magnetici dei protoni si allineano parallelamente. Poco meno della metà è orientata nel verso del campo magnetico della Rm, l’altra metà nel verso opposto. Il corpo umano si trasforma così in una calamita il cui campo magnetico è orientato nella direzione della maggioranza dei protoni.
A questo punto la macchina produce una serie di onde radio a una frequenza ben precisa, che fanno ruotare di 90° il campo magnetico dei protoni. Il segnale radio è quindi interrotto e i protoni tornano nella posizione precedente. Questo ritorno ha lo stesso effetto di una calamita che ruota: induce un segnale elettrico. Questo segnale è registrato dai ricettori della macchina e fornisce l’informazione necessaria. Infatti questo segnale si esaurisce rapidamente, ma in tempi diversi a seconda del tessuto in cui si trovano i protoni. Una certa durata del segnale corrisponde all’osso, un’altra al tessuto adiposo, eccetera. I segnali elettrici sono quindi registrati, digitalizzati e inviati a un computer che costruisce un’immagine. Sullo schermo del medico appaiono tutti i tessuti, in sezione o in tre dimensioni: in grigio chiaro quelli ricchi d’acqua, più scuri quelli che ne sono poveri. Le immagini possono essere successivamente colorate.
Ogni punto dell’immagine della risonanza magnetica è quindi un’interpretazione del segnale che si ottiene dal comportamento dei protoni.
Nella maggior parte dei casi è più efficace e più precisa della Tac (tranne che per l’esame dei polmoni), oltre che a essere innocua perché non utilizza radiazioni ionizzanti. E’ molto utile nella diagnosi di malattie come la sclerosi multipla, tumori, ed analisi del midollo spinale, per individuare l’artrosi (perché è in grado di visualizzare la cartilagine) e per evidenziare problemi articolari di varia natura.
Le risonanze magnetiche più moderne, come quella in dotazione a SE.FA.MO. evitano al paziente la sensazione sgradevole di “soffocamento” in quanto non sono più formate da un “tubo” all’interno del quale il paziente deve stare immobile, ma sono “aperte”, come nella foto che vedete in alto.

martedì 19 novembre 2013

Attenzione! La mosca che ti ronza intorno potrebbe spiarti ! Mk ultra italia

Attenzione! La mosca che ti ronza intorno potrebbe spiarti ! Mk ultra italia 


insetto robot per sorveglianza













Scarafaggi, api, moschoni, falene… quanti di voi odiano questi minuscoli e fastidiosi esseri? Entomofobici di tutto il mondo restate calmi! Da oggi gli insetti si fanno anche cyborg, permettendo di poter arrivare in luoghi dove le tradizionali telecamere non possono, per scopi di videosorveglianza e salvataggio.
I membri del DARPA (Agenzia per i progetti di ricerca avanzata per la difesa) stanno, infatti, investendo molto tempo e denaro nella ricerca e sviluppo di insetti robot, capaci di portare sul proprio corpo localizzatori satellitari microtelecamere.
Pensate a quanto sarebbero utili nella ricerca di dispersi in catastrofi naturali, come i terremoti. Potrebbero intrufolarsi facilmente tra le macerie cercando di rilevare segni di vita. E pensate a quanto sarebbero utili anche in campo militare per sorvegliare il nemico. Egli mai penserebbe che in realtà quella mosca che ronza nella sua stanza è in realtà una microspia!
L’unico problema che finora si è posto è quello dell’alimentazione: tali insetti, infatti, difficilmente riuscirebbero ad alzarsi in volo se appesantiti dalle batterie. L’autonomia, inoltre, sarebbe alquanto breve. Per questo si è pensato che, invece di creare nuovi esseri totalmente robotizzati, sarebbe più opportuno “montare” le micro apparecchiature per la sorveglianza su insetti veri, magari di una certa “stazza”, come scarafaggi e calabroni, sfruttando l’energia generata dal battito delle ali.
Paradossalmente, sembra che sia più facile pilotare un calabrone in carne ed antenne che un suo equivalente robotico. Benché un robot si possa programmare a piacimento, gli insetti non hanno i problemi di alimentazione riscontrati nello sviluppo delle loro controparti meccaniche, e sono facilmente controllabili tramite piccoli elettrodi inseriti nel loro sistema nervoso.
I generatori di energia verrebbero installati in corrispondenza delle ali e sarebbero in grado di produrre un totale di 45 µW per ogni insetto. Secondo i ricercatori, l’output energetico sarà sicuramente elevato di circa 10 volte collegando i generatori direttamente ai muscoli del volo degli insetti.
Un ottimo strumento, quindi, per penetrare e sorvegliare a lungo anche i luoghi più remoti, dove esseri umani e usuali attrezzature non possono arrivare o, quantomeno, non riescono ad arrivare da sole.